Spiriti elementali

Spiriti elementali
Spiriti elementali

"Se devi sognare... Esagera." Sconosciuto

Gli Spiriti Elementali sono gli spiriti che abitano, caratterizzano e animano la materia. Le forme elementari sono ciò che divide e dà specificità agli spiriti creati dal movimento universale, dal fuoco centrale. Lo spirito permea tutta la materia, la lavora e feconda per mezzo della vita, per questo gli spiriti elementali si trovano in ogni cosa.

É importante, quando ci si accosta al mondo degli spiriti elementali, ricordare ciò che li differenzia dagli esseri umani: essi sono ciò che sono. Non sono caratterizzati dal libero arbitrio, sono quindi creature amorali, prive di responsabilità. Presiedono l’elemento cui appartengono, lo governano, si può dire che essi “sono” l’elemento, e in quanto tale agiscono secondo la loro natura, che non si presta ad essere imbrigliata.

Coloro che scelgono di lavorare con essi devono sviluppare ferma volontà e controllo perché invece di controllarli non ne vengano controllati. Questo significa anche che colui che agisce attraverso gli elementi ha la piena responsabilità di quanto farà loro fare, e se verrà commesso del male dovrà pagarne le conseguenze (indipendentemente dal fatto che l’abbia compiuto consapevolmente o per errore: se non si è esperti è c’è il rischio di causare danni ad altri, sarebbe saggio astenersi).

Per dominare gli spiriti elementali, o meglio ottenere la loro collaborazione, anticamente bisognava superare i quattro cimenti delle iniziazioni. É, si può dire, lo stesso comportamento osservabile negli animali che vivono in branco, quando interviene un elemento esterno per diventarne il capo: esso affronta il capo branco in carica, e vince chi avrà il controllo dell’altro.

Queste prove sono un retaggio culturale presente in ogni essere umano, e spesso affiorano in diverse forme anche lontano dagli ambiti magici e religiosi tradizionali, o come riti di passaggio all’età adulta e prove di virilità presso alcune popolazioni tribali. Anche chi non conoscesse nulla degli elementali può intuirne le caratteristiche. Esse sono affini a quelle dell’elemento cui appartengono.

Ricordate che, grazie alle infinite corrispondenze che formano la trama dell’esistente, ogni elemento è presente in voi, nel vostro corpo e nella vostra mente, sotto varie forme e in diversi gradi, e quindi anche una connessione con gli elementali. Per questo siete in grado di figurarvi almeno un abbozzo del carattere e delle sfere di competenza di ogni spirito elementale.

Prima di leggere, provate: visualizzate un elemento (aria, acqua, fuoco, terra), avete esperienza di essi ogni giorno, anche adesso. Pensate alle varie forme in cui lo conoscete, e collegate ad esso tutto ciò che vi viene in mente per associazione di idee, emozioni, colori, ambienti, paesi, forme, ritmi, sapori, modi di dire, favole…qualsiasi cosa.

Trovate i punti in comune, e usateli per abbozzare il profilo fisico e caratteriale di un essere pensante. Sebbene, come sempre, la realtà vada molto al di là delle parole, vi accorgerete di sapere di essi più di quanto non crediate.

Gli spiriti elementali naturali

Parliamo ora degli Spiriti Naturali (ben diversi dagli elementali); ossia abitatori del piano astrale che trovano le loro manifestazioni anche sul piano fisico all’interno degli elementi (aria, acqua, terra e fuoco). Le quattro classi principali di questi spiriti naturali che dimorano nel piano astrale sono divise propriamente per il tipo di piano elementale che abitano.

I nomi che hanno sono pressoché indifferenti, in quanto sono forme di essenza eterica ed energetica, ma la cultura di vari popoli li ha identificati e nominati in vari modi. La loro stessa materia li rende pressoché invisibili sul piano fisico, quanto meno all’occhio umano (e a date condizioni). Proprio il fatto che non possiamo vederle è alla base del dubbio e della poca fiducia che c’è nella loro esistenza. Il che li relega allo stato di creature leggendarie associate per lo più al piccolo popolo, quindi alle creature fatate.

Ciò non toglie che i nostri sensi sono ideati per ricevere e vibrare solo ad alcune frequenze, sia sonore che visive. Se ci fosse possibile espandere i sensi visivi ad altre frequenze, la nostra percezione del mondo cambierebbe in maniera completa, ribaltando tutte le nostre sicurezze e, come ci insegnano i viaggiatori astrali, ci sarebbe così possibile percepire gli spiriti elementali naturali quando si manifestano sul piano fisico. La loro esistenza sarebbe in teoria indigena su questo piano, dimorando quindi nell’essenza stessa dell’elemento della loro manifestazione.

Due di questi tipi di spiriti hanno corpo di matrice eterica: terra e acqua. I restanti due possiedono solo un corpo di matrice astrale. La loro essenza vitale è di origine energetica eterica e il loro stesso ciclo vitale sarebbe riservato ad un’elevazione spirituale determinata dall’esaurirsi, nel corso dell’esistenza, della loro riserva energetica e dal normale accrescere in loro della necessità di una crescita spirituale che li porta, in seguito, ad uno stadio evolutivo superiore: il che li fonderebbe ad un’unica famiglia di entità astrali.

Il motivo per cui esistono su questo piano per il periodo in cui lo fanno, come autoctoni se vogliamo, non sarebbe privo di compiti; favoriscono l’evoluzione della vita animale e vegetale, inducono lo scorrere delle correnti d’aria e d’acqua e instillano il bisogno di migrazione degli uccelli e dei pesci. Non è facile vederli, ma nel corso della nostra vita a fianco a loro l’umanità ha avuto modo di accertarsi della loro esistenza al punto da conoscerli, rispettarli e perché no anche ingraziarli per i propri scopi.

Nel periodo rinascimentale, gli spiriti naturali sono stati ricondotti al piccolo popolo in moltissime tradizioni e ad ogni elemento ne è stato associato un abitante ben preciso. Cesare Medail Teophrast Bombast Von Ho Hen Heim, meglio noto come Paracelso (1494 – 1541), filosofo, alchimista, medico e mago, nel suo “De Nymphis, Sylphis, Pygmaeis et Salamandris et coeteris spiritibus” suddivide in questo modo gli spiriti elementali: Aria: Silfidi Acqua: Ondine e Nereidi Fuoco: Salamandre Terra: Gnomi e Driadi.

Non fu il primo a riconoscere l’esistenza di queste creature di dubbia natura, ma fu il primo a scriverne un saggio e a cercare di dar loro una collocazione strutturale terrena. Scriveva Paracelso: “Mi propongo d’intrattenervi sulle quattro specie d’esseri di natura spirituale, cioè le Ninfe, i Pigmei, i Silfi e le Salamandre; a queste quattro specie, per la verità, bisognerebbe aggiungere i Giganti e parecchie altre. Questi esseri, benché abbiano apparenza umana, non discendono affatto da Adamo; hanno un’origine del tutto differente da quella degli uomini e da quella degli animali…

Però si accoppiano con l’uomo, e da questa unione nascono individui di razza umana” Secondo Paracelso quindi, queste creature non solo esistono ed è possibile vederle, ma interagirebbero con la natura umana al punto da potersi accoppiare con noi e non solo, generare anche degli ibridi, che però lui riconosceva come appartenenti alla razza umana.

Questa peculiarità degli spiriti naturali è vista anche in molte tradizioni e mitologie e farebbe ridere un qualsiasi biologo. Paracelso descrive in questo modo gli spiriti naturali e tenta di collocarli nell’insieme del creato mediante l’osservazione delle loro abitudini e delle loro peculiarità:

“Quest’ultima natura partecipa di quella dell’uomo e di quella dello spirito, senza diventare natura né di questo né di quella: infatti gli esseri che appartengono ad essa non potrebbero essere classificati con gli uomini, perché volano alla maniera degli spiriti; ma neppure potrebbero essere classificati con gli spiriti, perché evacuano, bevono, hanno carne ed ossa alla maniera degli uomini.

L’uomo ha un’anima, lo spirito non ne ha bisogno; le creature in questione non hanno affatto un’anima e tuttavia non sono simili agli spiriti: questi non muoiono, quelli muoiono. Queste creature che muoiono e non hanno un’anima, sono dunque animali? Esse sono più che animali: infatti parlano e ridono, cosa che questi non fanno. Di conseguenza, si avvicinano più agli uomini che agli animali. Però, esse si avvicinano agli uomini senza divenire tali.

Si può anche dire che sono superiori agli uomini, perché sono inafferrabili come gli spiriti; però bisogna aggiungere che il Cristo, nato e morto per riscattare gli esseri dotati di anima e discendenti da Adamo, non ha riscattato queste creature che non hanno un’anima e non discendono da lui. Nessuno deve stupirsi o dubitare della loro esistenza. Si deve solo ammirare la varietà che Dio mette nelle sue opere.

Per la verità di questi esseri non se ne vedono ogni giorno, ed, anzi, non se ne vedono che raramente. Io stesso non li ho visti che in una specie di sogno. Esse sono prudenti, ricche, sagge, povere, folli come siamo noi. Sono l’immagine rozza dell’uomo come l’uomo è l’immagine rozza di Dio. Questi esseri non temono né il fuoco né l’acqua. Sono soggetti alle malattie ed alle indisposizioni umane. Muoiono da bestie e la loro carne va in putrefazione come quella animale.

Virtuosi o viziosi, puri o impuri, migliori o peggiori, come gli uomini, essi ne hanno le abitudini, i gesti, il linguaggio; come loro differiscono per la taglia e l’aspetto, vivono sotto una legge comune, lavorano con le loro mani, tessono i loro abiti, si governano con saggezza e giustizia, danno prova di raziocinio in tutto… E poiché sono privi di anima non pensano a servire Dio né a seguire i suoi comandamenti; soltanto l’istinto li spinge a comportarsi onestamente.”

Di seguito i quattro spiriti naturali trattati singolarmente:

Silfidi                 Ondine e Nereidi                     Salamandre               Gnomi e Driadi

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