Silfidi – Spiriti dell’Aria

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Silfidi – Spiriti dell’Aria

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Le silfidi – spiriti dell’aria, sono forse il più misterioso degli elementali Paracelsiani.

Nota anche come Silvana, viene riconosciuta dal medico-mago rinascimentale come una sorta di genio del vento.

La natura maschile della silfide avrebbe nome Silfi, per quanto, secondo Paracelso, non sarebbero comunque in grado di riprodursi e necessiterebbero dell’anima di cui non sono in possesso.

Spesso sono rappresentate e riconosciute del tutto simili all’immagine di fata, ossia una creatura bellissima ed esile nonché timida, con ali trasparenti.

Ingraziarsi le silfidi non è cosa facile; secondo la tradizione fatata, il momento più adatto per vederle ed interagire con loro sarebbe la vigilia di mezz’estate, ossia Litha.

In quel momento magico le silfidi si rivelerebbero agli uomini e talvolta, cercherebbero anche un compagno per una notte.

Sarebbero infatti capaci di mutare le proprie sembianze a piacimento, in modo da ingigantire la propria forma fino a raggiungere una statura pari a quella umana.

A Litha la tradizione vuole che si lascino in dono alle silfidi latte e miele, di cui sono ghiotte e che in cambio loro portino fortuna e abbondanza o addirittura sogni monitori per ritrovare le cose perdute o ricevere l’ispirazione.

Le silfidi infatti, in quanto spiriti d’aria, sono le muse dei poeti e parte del loro compito sarebbe proprio quello di favorire l’arte e la bellezza del divertimento e della gaiezza.

La parola “Silfide”, deriva dal greco “silphe”, che sta a significare letteralmente “farfalla”.

Infatti le ali delle silfidi sarebbero proprio quelle delle farfalle e una delle manifestazioni che prendono è quella di questa specie di lepidottero.

Quando le silfidi prendono forma umana appaiono come creature snelle e slanciate, con lineamenti sfuggenti e con ali immense sulla schiena.

Sarebbero in questa forma che Paracelso esaltava la loro peculiare attitudine ad accoppiarsi con gli esseri umani per dare vita a ibridi, che poi sarebbero cresciuti dal popolo fatato. Anche Rosacroce e Cabalisti citano nei loro testi le silfidi.

Le vedrebbero più come angeli non visibili ad occhio umano. La loro voce però, portata dal vento, potrebbe essere udita sulle alte montagne e accompagnerebbe i trapassati in uno qualsiasi dei regni cui sono destinati dopo morti.

Anche il “Dono delle Farfalle” sarebbe riconducibile alle silfidi.

Nella cultura pagana e wiccan, alcune persone, scelte in particolare preferenza dalla Dea o dagli spiriti elementali riceverebbero un dono molto particolare dagli stessi.

Si tratta di un evento molto raro. Le farfalle (più di una) verrebbero di loro pura iniziativa a posarsi sul volto e sulle mani di queste persone, restando in loro compagnia per lunghi periodi di tempo (a volte alcune ore), senza mostrare alcuna paura nemmeno di fronte a spostamenti e anzi, se si alzeranno in volo, ritorneranno al loro posto poco dopo.

Il significato di questo dono è tutto da scoprire e varia per ognuno di noi, ma tenderebbe ad essere associato all’elemento aria.

Secondo un antico omen, le farfalle tenderebbero a posarsi sulle donne in gravidanza o che sono prossime a rimanere incinta.

Pare che la bellezza delle silfidi abbia, nel corso del tempo, stregato più di uno sventurato che, avendole colte nelle loro danze al chiaro di luna nella notte di mezz’estate, sarebbe rimasto intrappolato nel loro canto, per non tornare più al mondo reale, quanto meno con tutto se stesso.

Si dice infatti che il canto delle silfidi renda immemori ed inconsapevoli del passare del tempo le persone che lo odono. Non sono esseri di natura gentile, ma come gli elementi, neutrali.

Essere cortesi con loro genera cortesia, maltrattare loro o i luoghi a loro cari porterebbe grandi sventure o, peggio, la perdita stessa della ragione.

Le silfidi sarebbero le protettrici del sonno, dei sogni e del lavoro magico.

Sono le sovrane delle condizioni atmosferiche e le responsabili degli uragani, dei tornado e di ogni manifestazione naturale incentrata sull’aria.

Come spiriti elementali d’aria sono anche le dominatrici della conoscenza e vengono invocate per ottenere appunto saggezza e perché siano realizzati i desideri.

Ma come sempre, bisogna essere pronti a pagare il giusto tributo per ciò che si chiede, per non incedere nella loro giusta ira.

Taluni le hanno viste come forme globulari biancastre e luminose, altri solo come turbini d’aria e lingue di nebbia.

In alcune tradizioni proteggerebbero in particolare il sonno dei bambini, ma talvolta, per loro natura, li condurrebbero con loro nei loro boschi fatati per non ricondurli più indietro e per questo motivo, spesso, si cerca di ingraziarsele con doni più che allontanarle dalle nostre case, in modo che considerandoci di minor disturbo, ci proteggano.

La silfide, in ultima analisi, è anche uno dei due elementali che trova una via di manifestazione fisica e riconoscibile. Si userebbe infatti il termine silfide per riferirsi ad un coleottero della famiglia delle Silfidae e agli uccelli delle specie Aglaiocercus kingi e Aglaiocercus coelestis o del genere Loddigesia.

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