Inari

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Inari

Inari è lo spirito kami dell’ abbondanza, della fertilità, della crescita e del riso e potrebbe essere il più importante e popolare kami del Giappone. Più di un terzo di tutti i santuari shintoisti sono dedicati a Inari, e questo senza contare gli innumerevoli santuari lungo la strada e domestici più quelli allestiti nei campi di riso. Un conteggio, comunque, suggerisce oltre quarantamila santuari ufficiali.

Inari è una divinità misteriosa e adattabile, venerata da Shintoisti, Buddisti, sciamani e professionisti indipendenti. Può manifestarsi come femmina, maschio, nessuno dei due o entrambi. Inoltre, è strettamente identificato con le volpi, anche se la volpe è semplicemente un suo messaggero, la sua cavalcatura o una delle molteplici forme di Inari e questo è oggetto di aspri e appassionati dibattiti.

Non è chiaro quale sia la forma originale di Inari. Non è chiaro se esista una forma originale: è possibile che diversi spiriti siano stati inclusi in quel nome. La prima documentazione del suo culto risale al 711 d.C. ma gli studiosi ritengono che la venerazione sia iniziata secoli prima sul monte Inari vicino  Kyoto.

La prima forma di Inari, comunque, sembra essere stata quella di una dea sciamanica del riso. Sotto l’ influenza del buddismo, le forme maschili più sobrie divennero prevalenti; tuttavia, Inari, come il suo animale totemico, è un mutaforma: tutte le forme possono appartenerle ugualmente. I buddisti la associano anche al Bodhisattva Dakiniten.

Originariamente era quindi uno spirito rurale, ma ha compiuto una facile transizione verso l’urbanizzazione. Geishe, samurai, prostitute e mercanti erano tra coloro che la promuovevano e ne diffondevano culto. A questo spirito è richiesta fortuna, ricchezza, abbondanza, buona salute, bambini e facilità nel parto. C’è poco che non possa fornire o per cui non sia stata presentata una petizione.

Inoltre, è rinomata per esaudire i desideri dei devoti e una volta era annoverata tra gli Shichi Fukujin, i sette spiriti della buona fortuna. Condivideranno felicemente insieme lo spazio dell’altare.

  • Mercanti e negozianti mantengono suoi santuari, nella sede della loro attività.
  • Inari tradizionalmente custodisce e benedice i bordelli e le case di piacere.
  • Può esserle richiesto di curare qualsiasi malattia, ma la sua specialità sono le malattie veneree.
  • Inoltre fornisce sicurezza antincendio ed è invocata per la protezione soprattutto durantei terremoti.

Nel suo aspetto femminile, come si vede, è intensamente coinvolta con il sesso, la fertilità, la riproduzione e le arti magiche, non solo con l’abbondanza agricola. Viene anche identificata con la lavorazione del ferro. Ha strette associazioni con gli spiriti di volpe giapponesi (Kitsune). Alcuni teorizzano che in origine era lei stessa una dea volpe. Altri sono molto offesi dalla nozione e insistono sul fatto che la volpe la cui immagine è onnipresente nei suoi santuari è semplicemente la sua cavalcatura.

I casi di possessione da parte di spiriti volpe sono stati tradizionalmente guariti ed esorcizzati nei santuari di Inari, così come i casi di possessione spirituale tanuki. Lei protegge il popolo dalle volpi ma è anche la guardiana delle volpi. I devoti non possono indossare la pelliccia di volpe senza incorrere nella sua ira. E’ incredibilmente benevola e generosa, ma ha carattere ed esprime tolleranza zero per la mancanza di rispetto. Qualsiasi essere abbastanza potente da salvare vite umane, concedere la fertilità e la fortuna è anche in grado di causare danni se adirata. È fondamentale essere sempre gentile in sua presenza o in un suo santuario e non fare mai del male alle volpi.

Se il danno è causato accidentalmente, chiedi scusa abbondantemente ed espia immediatamente la tua colpa. Qualsiasi volpe potrebbe essere messaggera di Inari. L’autrice Karen Smyers analizza le diverse sfaccettature del culto di Inari nel suo libro: “The Fox and the Jewel” (University of Hawaii Press. 1999).

Inari potrebbe anche essere lo stesso spirito di Dakiniten, il quale è il sentiero giapponese di una Dakini che cavalca la volpe, venerata nei santuari buddisti di Inari. Dakiniten è immaginato come un bellissimo Bodhisattva che trasporta riso e cavalca una volpe bianca volante. Si ritiene che le sue icone stimolino la fertilità personale e forniscano protezione e ricchezza.

*Corrispondenze per Inari*

Persone preferite: agricoltori, commercianti, negozianti, cortigiane, lavoratori del sesso, guerrieri, samurai, artigiani, quelli che trattano le volpi con gentilezza; a causa della tradizionale inimicizia tra volpi e cani, alcuni suggeriscono che coloro che sono nati nell’anno del cane non sono favoriti, ma questo è un punto controverso e altri non sono d’accordo.

Iconografia: Inari è raffigurato in molte forme:

  • Una donna sexy con covoni di riso
  • Un uomo anziano che trasporta balle di riso
  • Una volpe bianca
  • Una volpe nelle vesti di un prete shintoista o buddista
  • Una bella donna che cavalca una volpe bianca

Attributi: chiave, gioiello che esaudisce i desideri, riso

Colore: rosso; bianco

Animali: volpe e, in misura minore, serpenti e draghi

Albero: Cryptomeria (cedro giapponese), pino

Tempi: le offerte a Inari coincidono tradizionalmente con le lune nuove e piene; si celebra all’Equinozio d’Autunno in concomitanza con il raccolto.

Offerte: uno dei preferiti è Inarizushi, aburaage fritto (tofu) ripieno di riso,descritto come “tasche di sushi”; riso; riso con fagioli rossi; Torte di riso farcite con pasta di fagioli rossi; incenso; statuette tradizionali di volpe (sempre cedute a coppie: maschio e femmina); agire per conto delle volpi; pellegrinaggio, donazioni per il suo santuario.

Vedi anche: Bodhisattva; Dakini; spiriti volpe; Kajishin; Shichi Fukujin; Tanuki

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