Pantheon Norreno

"Guarda sempre il lato positivo. - E se non c'è? - Guarda altrove!" Sconosciuto

Pantheon norreno
Pantheon norreno

Elenco delle Divinità del Pantheon Norreno

Con mitologia norrena, nordica o scandinava ci si riferisce all’insieme dei miti appartenenti alla religione tradizionale pre-cristiana dei popoli scandinavi. È da ritenersi un ramo della mitologia germanica (che include anche la mitologia anglosassone), che è il nucleo mitematico più antico. La mitologia germanica ha radici nella mitologia indoeuropea.

Per la maggior parte dell’età vichinga venne trasmessa oralmente e le nostre conoscenze al suo riguardo sono principalmente basate su testi medievali (in particolare le due versioni dell’Edda), compilati dopo l’introduzione del Cristianesimo tra i popoli germanici.

L’Edda in prosa fu scritta tra il 1222 e il 1225 da Snorri Sturluson (è detta per questo anche Edda di Snorri). Nelle intenzioni dell’autore dovrebbe essere un manuale per aspiranti poeti. La costruzione delle complesse metafore poetiche alla base della poesia norrena, tuttavia, richiede un’ampia conoscenza del retroterra mitologico, che qui Snorri espone estesamente.

L’Edda in poesia (detta anche Edda di Sæmundr, in quanto erroneamente attribuita all’erudito Sæmundr il Saggio) fu scritta sempre nel XIII secolo. Tuttavia, i ventinove lunghi poemi che contiene risalgono a epoche di gran lunga anteriori, anche sino al IV o V secolo. Di questi, undici trattano delle divinità, altri di eroi leggendari.

Oltre a queste fonti sono sopravvissute diverse leggende, e centinaia di luoghi in tutta l’Europa Germanica prendono il nome dagli dei. Esistono anche numerose pietre runiche che ritraggono scene della mitologia norrena.

Cosmologia del pantheon norreno:

Secondo la mitologia norrena il mondo sensibile è “Miðgarðr” (“Terra di Mezzo”). Circondata dalle acque, alla sua sommità si trova Ásgarðr, la dimora degli dei, raggiungibile unicamente tramite Bifrǫst, il ponte dell’arcobaleno. I Giganti vivono all’esterno del mondo, all’Est, in un luogo chiamato Jǫtunheimr (“Terra dei Giganti”). La dea Hel governa il sotterraneo regno “Helheim” (“Dimora di Hel”), luogo predestinato ai defunti.

Nel Sud vi è l’infuocato e misterioso reame di Muspell, il Múspellsheimr dimora dei giganti del fuoco. Ulteriori regioni della cosmologia  norrena sono Álfheimr dimora degli “elfi chiari” (ljósálfar), Svartálfaheimr dimora degli elfi oscuri (ma questa divisione tra elfi è fatta unicamente da Snorri), Niðavellir le miniere dei Nani, Vanaheimr casa dei Vanir.

Struttura del Pantheon Norreno:

Il Pantheon Norreno è diviso in due classi: gli Æsir (Asi) e i Vanir (Vani). La distinzione non è tuttavia netta: nel passato remoto le due fazioni si fronteggiarono in guerra, ma in seguito raggiunsero la pace e alcuni membri si unirono in matrimonio. Di determinate divinità non è chiara l’appartenenza a una delle due classi.

Gli Æsir e i Vanir sono generalmente nemici degli Jǫtnar (singolare Jǫtunn). Paragonabili ai Titani della mitologia greca, vengono chiamati Giganti, anche se alcuni suggeriscono, come alternativa, “demoni”. Da notare comunque che gli Æsir discendono dagli Jǫtnar, e sia Æsir che Vanir possono unirsi con loro per generare figli, quando non sono dei mostri.

Esistono due classi generali di giganti: Hrímþursar, i “giganti di brina”, e i Múspellsmegir o “giganti di fuoco” anche detti “Figli di Muspell”. Celebri tra gli altri enti divini sono Fenrir il lupo e il Miðgarðsormr, il grande serpente che cinge il mondo, entrambi figli che il dio Loki ha avuto da una gigantessa. Altre creature spesso citate sono Huginn e Muninn (“pensiero” e “memoria”), i due corvi che mantengono informato Odino di tutto ciò che avviene nel mondo. Sleipnir, il cavallo a otto zampe di Odino, anch’esso figlio di Loki. Ratatosk, lo scoiattolo che scorrazza tra i rami di Yggdrasill, l’albero del mondo.

Come per molte altre religioni indoeuropee, la mitologia germanica presenta una debole opposizione tra bene e male, tipica invece delle tradizioni abramitiche mediorientali. Loki, principio del disordine, in molte occasioni aiuta gli dei con la sua astuzia (per preservare l’ordine cosmico), e in altrettante li insulta e ne causa i lutti. I Giganti, non tanto fondamentalmente malvagi, sono piuttosto rudi, vanagloriosi e incivili. L’opposizione è più dunque tra un Ordine e un Caos non impermeabili l’uno all’altro.

Völuspá: l’origine e la fine del mondo

L’origine e il destino del mondo sono descritti, anche se in modo molto confuso e criptico, nella Vǫluspá (La profezia della vǫlva), contenuta nell’Edda Poetica.

Qui Odino evoca lo spirito di una vǫlva (una veggente) perché gli racconti il passato e il futuro. Pur riluttante, lo spirito deve cedere alle richieste di Odino, da sempre alla ricerca di nuova conoscenza, finché, dopo aver rivelato tutti i segreti del passato e del futuro, sprofonda di nuovo nelle tenebre della morte.

In principio c’erano il mondo del ghiaccio Niflheimr e il mondo del fuoco Múspellsheimr e tra di essi Ginnungagap, un “vuoto spalancato”, nel quale non viveva niente. Qui fuoco e ghiaccio si incontrarono, dando forma al gigante primordiale, Ymir e alla vacca cosmica, Auðhumla il cui latte nutrì Ymir.

La mucca leccò il ghiaccio, dando forma al primo dio Buri, che fu il padre di Borr, padre a sua volta del primo Æsir, Odino, e dei suoi fratelli, Víli e Vé. Da Ymir discese invece la razza dei Giganti. Quindi i figli di Borr, Odino, Víli e Vé, uccisero Ymir e con il suo corpo formarono il mondo. Gli dei regolavano il passaggio dei giorni e delle notti, così come delle stagioni.

I primi esseri umani furono Askr ed Embla (frassino e olmo), formati dal legno e portati in vita ancora da Odino, Víli e Vé. Sól è la dea del Sole, una figlia di Mundilfœri, data in sposa a Glenr. Ogni giorno cavalca nel cielo sul suo carro trainato da due cavalli chiamati Alsviðr e Árvakr.

Sol è perennemente inseguita da Skǫll, un lupo che vuole divorarla (probabile spiegazione delle eclissi), e che prima o poi la raggiungerà. Fratello di Sol è Máni, la Luna, anch’egli inseguito da un lupo, Hati. Uno scudo, chiamato Svalinn, si interpone tra la Terra e il Sole, per impedire che questi bruci il suolo con la sua eccessiva violenza.

La veggente descrive quindi il grande albero Yggdrasill e le tre norne che tessono le trame del fato ai suoi piedi. Quindi descrive la guerra primordiale tra Æsir e Vanir e l’omicidio di Baldr. A questo punto rivolge la sua attenzione al futuro. Al termine del tempo le forze del caos prenderanno il sopravvento, spezzando le loro catene. Guidate da Loki, daranno il via al Ragnarǫk, la battaglia finale tra le forze dell’ordine e le forze del disordine. Le due forze contrapposte si annienteranno a vicenda, distruggendo con loro l’intera creazione.

Dalle sue ceneri, tuttavia, un nuovo mondo risorgerà, una nuova coppia originaria, Líf e Lífþrasir (salvatisi dal Ragnarǫk nascondendosi nel bosco di Hoddmímir o nel frassino Yggdrasill a seconda delle varie tradizioni), ripopolerà Miðgarðr, ricominciando così un ciclo di ascesa e decadenza. Gli studiosi discutono sull’eventuale peso di un’influenza cristiana su queste ultime credenze.

Ora che conosci il pantheon norreno, mettilo a confronto con il pantheon celtico!

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