Primo Chakra Muladhara

Primo Chakra Muladhara
Primo Chakra Muladhara

"Se l’opportunità non bussa, costruisci una porta." M. Berle

Posizione: nella parte inferiore del bacino, tra coccige e pube

Colorerosso

Significato: è la stabilità psichica nelle diverse situazioni della vita, la capacità di governare gli istinti; poiché ha solo un polo, tende ad essere un po’ più grande degli altri chakra. È il chakra con cui vengono assorbite le energie della Terra e scaricate le tensioni eccedenti mediante l’atto sessuale.

Colore e forma del primo chakra Muladhara

I colori associati a Muladhara sono il rosso e il nero. Il chakra è situato alla base della spina dorsale, nella zona del perineo, tra i genitali e l’ano. Gli organi corrispondenti sono i piedi, le gambe, le ginocchia, il bacino, la colonna vertebrale, le ghiandole endocrine surrenali, l’apparato genitale, la vescica, l’intestino crasso, la muscolatura, lo scheletro osseo e il sistema nervoso autonomo. Il senso corrispondente è l’olfatto.

Significato del chakra Muladhara

Muladhara in sanscrito significa “radice, sostegno”. La sua funzione principale è la sopravvivenza e la parola chiave associata: IO ESISTO. Muladhara è in relazione al radicamento con la Terra, è connesso con la volontà di vivere e conferisce vitalità all’organismo. Le qualità che lo caratterizzano sono la determinazione, la fermezza, la stabilità, l’autostima.

Disequilibrio del chakra Muladhara

Il chakra della radice è legato all’energia della TERRA e la finalità evolutiva che ne caratterizza l’attività è il RADICAMENTO cioè la capacità di sentirsi e di mantenersi ben ancorati a terra, con abbondanza di energia vitale e con grande forza nell’affrontare quotidianamente la realtà materiale. Esso fonda l’identità FISICA e permette di sopravvivere con stabilità e con equilibrio FISICO.

Questo centro vitale si sviluppa e giunge ad una prima fondamentale maturazione dal momento della nascita fino al compimento dei primi 24 mesi di vita; esso permette al bambino di nutrirsi, di espletare le sue funzioni fisiologiche di scarto e di crescere fisicamente. Il chakra della radice esprime il diritto di essere venuto al mondo, di essere nutrito e curato con amore ed attenzione, di crescere in modo sano e sicuro.

Nell’adulto, un chakra della radice ben funzionante rende l’individuo ben radicato nella realtà, in grado di procurarsi le risorse necessarie per il suo mantenimento e la sua sicurezza direttamente  dall’ambiente circostante che considera un luogo ospitale e pieno di opportunità;  per questo non teme i cambiamenti poiché sa di avere la forza e le capacità di trarre da essi il meglio, per se stesso ed i suoi cari. La persona emana un senso di forza sotto forma di energia vitale.

Questa situazione ideale può essere sbilanciata da eventi traumatici (fisici od emotivi), verificatesi nel periodo di maturazione del 1° chakra, nei primi 24 mesi di vita. Alcuni esempi: problemi legati al parto, abbandono in fasce, mancanza o freddezza nel legame fisico materno, rifiuto della madre di amare il bambino/a, malnutrizione infantile, ambiente familiare violento a livello fisico o psicologico. In questi casi il 1° chakra del bambino si chiude, in misura variabile a seconda della gravità del trauma, ma non può bloccarsi mai in modo completo (altrimenti morirebbe). Il piccolo comincia a temere per la sua sicurezza e sopravvivenza, convincendosi di non avere il diritto di esistere, di vivere e di essere amato.

Una volta cresciuto, l’adulto che ne deriva non produce un forte impatto nel mondo, è come “se non ci fosse”. Evita l’attività fisica, ha scarse energie e salute cagionevole, soprattutto problemi agli arti inferiori. E’ pauroso, timoroso, pessimista; ha difficoltà a porsi degli obiettivi e teme le novità che il suo agire determina, scivolando nella staticità e nell’immobilismo. Può avere problemi alimentari, a causa del conflitto interiore circa il concetto di nutrimento. In generale, una lieve tensione viene sperimentata come insicurezza, un maggior stress si trasforma in paura, un conflitto ancora maggiore viene vissuto come un attentato alla sopravvivenza.

E’ quindi chiaro come l’emozione negativa più nociva per questo chakra sia la PAURA; quelle più nocive, in questa fase sono paura di non essere stati desiderati, amati e nutriti. E’ importante capire che, seppure in fasce, un bambino  percepisce perfettamente la verità circa gli atteggiamenti emotivi dei genitori ed è perciò del tutto in grado di arrivare alle devastanti conclusioni sopra citate, in caso di difficoltà emotive del padre e/o della madre.

Le parti del corpo collegate al chakra della radice sono: tutto l’apparato scheletrico con particolare riferimento alla colonna vertebrale e le gambe, tutte le articolazioni ma soprattutto anche, ginocchia, caviglie e piedi,(che identificano la capacità di sostenersi con in propri mezzi), l’intestino crasso, l’ano e lo sfintere. I sistemi fisici associati sono il sistema di evacuazione (vescica e intestino crasso)ed il sistema osseo (scheletro intero).

Le ghiandole endocrine collegate al 1° chakra sono le surrenali, due piccole ghiandole situate sopra ciascun rene. In caso la sopravvivenza sia minacciata, esse secernono adrenalina, attivando il sistema lotta/fuga e rendendo le nostre percezioni del pericolo più chiare, con nuovo vigore e coraggio. I pericoli che attivano il sistema possono essere reali o immaginari quindi forti scariche emotive possono attivare il rilascio di adrenalina anche quando sentiamo una paura estrema o persino un’ansia cronica.

Le disfunzioni fisiche generate dallo squilibrio del 1° chakra sono: difficoltà di assorbimento del nutrimento (intolleranze al latte e latticini ed ai derivati del grano – celiachia), emorroidi e ragadi, problemi alla struttura (ossa e denti), alla base della colonna vertebrale, alle anche, ginocchia, caviglie e piedi.  Se il blocco energetico interessa anche il terzo chakra oltre al primo, ci si potrebbe trovare in presenza di disturbi alimentari come l’anoressia.

Come riequilibrare il primo chakra Muladhara

Per riequilibrare il primo chakra, la soluzione più semplice consiste nell’effettuare una meditazione sdraiati a terra, a occhi chiusi e col capo rivolto a nord, appoggiando direttamente i cristalli sulla pelle nuda in corrispondenza dell’inguine e al centro dell’osso pubico. Si possono utilizzare cristalli di rocca per potenziare l’effetto delle pietre, tenendoli in mano o disponendoli in cerchio intorno al corpo, con le punte rivolte al centro. Scaricare e sciacquare le pietre sotto l’acqua fredda dopo l’uso.

 In Cristalloterapia, si considerano pietre del 1° chakra quelle di colore nero o scuro, di qualsiasi tipo di lucentezza o trasparenza.

La pietra di frequenza base più rappresentativa è il Quarzo affumicato.  La pietra di frequenza avanzata più rappresentativa è la Tormalina nera.   Durante una seduta di crystal healing, le zone di posizionamento delle pietre sono: centro dell’osso pubico, gambe, ginocchia e piedi (preferibilmente sotto la pianta). Le altre pietre per il chakra della radice sono: ematite, onice nero, ossidiana, pietra di luna (con toni grigi).

Esistono anche suoni abbinati al chakra che possono anche essere usati come base musicale per eseguire un massaggio delicato e circolare in senso orario effettuato con 20 ml di olio di sesamo e poche gocce di olii essenziali specifici per il primo chakra.

Gli oli essenziali correlati al primo chakra muladhara sono:

  • olio essenziale di cannella,
  • olio essenziale di cedro,
  • olio essenziale di chiodi di garofano,
  • olio essenziale di patchouli,
  • olio essenziale di sandalo,
  • olio essenziale di vetiver.

Sono ottimi anche la cromoterapia, il massaggio ayurvedico (pranico keraliano), alcuni esercizi di yoga o di tai chi chuan. Esistono infine esercizi specifici per riportare in equilibrio i chakra; si tratta di movimenti codificati in tempi antichi conosciuti come i cinque tibetani, intrinsecamente collegati alla dottrina dei chakra.

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