
Spesso si sente parlare di bambini indaco e bambini cristallo ma pochi sanno realmente chi si vuole indicare con questo termine, vediamo quindi di fare un po’ di chiarezza su un argomento vasto, complesso e in molti luoghi arricchito di concetti errati.
Partiamo subito col dire che sono bambini con caratteristiche e abilità cognitive ed emotive molto particolari e che hanno iniziato a nascere nella seconda metà del 900. Volendo guardarli in un’ottica prettamente spirituale sono bambini che portano con sé il cambiamento evolutivo dell’umanità. Ma facciamo un passo alla volta.
Chi sono i bambini indaco?
Partiamo dagli indaco visto che rappresentano la generazione che precede, dal punto di vista evolutivo ma anche anagrafico, i cristallo.
L’espressione “indigo children” nasce negli anni settanta, a formularla per prima è la parapsicologa Nancy Ann Tappe, ma è solo con la pubblicazione di “The Indigo Children” di Lee Carroll e Jan Tober nel 1999, che l’argomento attira l’attenzione del grande pubblico. La cultura new age prende la cosa molto sul serio, infatti, nascono numerosi movimenti dedicati allo studio di questi bambini.
Essi nascono a partire dagli anni ’70 fino al 2000, vengono spesso definiti “guerrieri spirituali” perché il loro compito consiste nell’abbattere i vecchi sistemi per aprire le porte a una nuova consapevolezza improntata al bene e all’unità. Gli indaco, a differenza dei cristallo, hanno un’indole abbastanza aggressiva, potremmo definirli spiriti liberi, molto consapevoli di sé e con una forza di volontà difficilmente domabile.
Un temperamento, il loro, necessario per spazzare via le incrostazioni inutili del passato, ovvero tutti i sistemi non funzionali all’evoluzione umana poiché sviluppatisi secondo la logica del profitto e dell’avidità.
Quando si trovano in contesti limitanti per la loro libera espressione del sé finiscono con l’assumere comportamenti aggressivi mostrando iperattività e noia. Per questo motivo spesso gli vengono diagnosticati erroneamente deficit comportamentali o dell’attenzione.
La loro missione è togliere il superfluo per permettere il ripristino di un equilibrio uomo-natura, agevolando la nascita di un mondo più giusto, in cui gli esseri umani possano sentirsi una famiglia unita. I bambini indaco ci liberano dai falsi miti, dalle credenze che oramai rappresentano una zavorra, e lo fanno incarnandosi consapevolmente fra di noi.
Ma non occorre credere nella reincarnazione per accettare l’esistenza di questa nuova generazione, potrebbe semplicemente trattarsi di evoluzione nel senso classico del termine. In fondo l’umanità è andata avanti proprio compiendo salti nell’evoluzione.
Se i bambini indaco, così chiamati per il colore della loro aura, sono dei piccoli guerrieri pronti a fare piazza pulita del passato, i cristallo, più evoluti ancora, aprono la via alla dimensione del cuore.
Chi sono i bambini cristallo?
I bambini cristallo sono, come abbiamo accennato, diretti successori dei bambini indaco, più evoluti e più centrati a livello del cuore; si tratta della generazione nata a partire dal 2000. Chi si occupa di spiritualità o ricerca interiore saprà certamente che l’apertura del cuore è considerata fondamentale per accedere a un livello di consapevolezza superiore.
Secondo diverse correnti spirituali l’umanità, in questo momento storico, sarebbe alle prese proprio con questa sfida: vivere non più di sola mente ma di cuore, portale d’accesso privilegiato dell’amore inteso in senso universale.
I bambini indaco nascevano per risvegliarci in modo brusco, i cristallo, anche detti “guerrieri del cuore”, sono qui per insegnarci il valore dell’amore. Sono dei maestri, dei piccoli saggi che riportano in auge la coscienza cristica, ovvero gli insegnamenti originari del Messia. Ma il loro compito trascende le religioni, essi non professano alcun dogma ma diffondono il credo del cuore, che implica rispetto reciproco e per il pianeta che ci ospita.
Le caratteristiche dei bambini indaco e cristallo
Gli indaco sono empatici, consapevoli, anticonformisti, determinati e creativi ma spesso ribelli. I cristallo sono più pacifici, perdonano facilmente, sono sensibili e spesso dotati di capacità extrasensoriali. L’aura indaco è blu intenso, quella cristallo opalescente e multicolore.
Ecco alcuni tratti comuni degli indaco: senso di regalità, sicurezza in sé, difficoltà con l’autorità, creatività, ribellione ai sistemi rigidi, frustrazione scolastica, bisogno di contesti stimolanti. Tra i cristallo invece prevalgono compassione, sensibilità, profondità emotiva e ricerca dell’armonia.
I bambini indaco diventati adulti
Molti bambini indaco oggi sono adulti. Alcuni stanno compiendo la transizione verso lo stadio cristallo, altri acquisiscono queste qualità attraverso il proprio percorso spirituale. L’umanità è oggi immersa in un processo di ascensione vibrazionale, in cui il confine tra materia e spirito si assottiglia dando vita alla coscienza multidimensionale.
Essere bambini indaco o cristallo porta con sé una grande responsabilità. Alcuni cercano di sfuggirla, ma, come spesso accade, “alle volte, il proprio destino, si incontra sulla strada intrapresa per evitarlo”.
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